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Biografia

Mi chiamo Damiano Bellocchio e sono nato ad orvieto il 5 aprile 1988. Quello col disegno è stato un colpo di fulmine scattato quando ero molto giovane, quando guardavo con ammirazione i disegni fatti da mio padre in gioventù e quando osservavo mia madre che dipingeva le ceramiche nella bottega dove lavorava e lavora ancora. Ho sempre letto (e lo faccio tutt’oggi) fumetti Marvel e qualcuno italiano, influenzando il mio modo di disegnare fino a qualche anno fa, infatti, grazie ai comics americani soprattutto, ho appreso le prime nozioni di anatomia umana e le pose dei corpi. Artisticamente parlando, sono nato disegnando con tecniche analogiche quali grafite e matite colorate, ho appreso da autodidatta la tecnica degli acquerelli e quella della penna a china (tratteggio e puntinismo). Mi sono diplomato al liceo artistico di Orvieto nel 2007, nel ramo di grafica pubblicitaria, imparando le basi di programmi di disegno vettoriale (come per esempio Adobe Illustrator) e le regole delle proiezioni prospettiche. Solo successivamente i miei genitori mi hanno regalato una tavoletta grafica, aveva pochi livelli di pressione ed un'area sensibile veramente piccola, ma nonostante tutto a me sembrava il massimo poichè con quella, riuscivo a realizzare colori ed effetti che allora con tecniche analogiche nemmeno immaginavo. Uscito dal liceo, ho frequentato per un anno l'accademia di belle arti di Perugia, esperienza che non mi ha particolarmente entusiasmato ma mi ha permesso di imparare come fabbricare tele e telai da solo (più o meno) partendo da delle stecche di legno, lenzuoli di cotone ed ingredienti "grezzi". Ho conseguito il diploma da illustratore alla Scuola Internazionale di Comix di Roma dove ho approfondito le conoscenze di tecniche pittoriche quali Acquerello che già usavo un pò, acrilico (che per me è stata una rivelazione data la sua coprenza, velocità di essiccazione e luminosità delle tinte).

Tecnica

Realizzo le mie illustrazioni in questo modo: abbozzo in primis con matita, poi, ripulite dalle imperfezioni, procedo con il chiaroscuro delimitando le aree in ombra e quelle in luce da sagome ben definite; creo maggior contrasto, ripassando il chiaroscuro con la penna a sfera su quello realizzato a matita precedentemente. Questo passaggio per me è fondamentale soprattutto per due motivi, uno perchè determinerà la luce e l'ombra finale che avrà l'illustrazione, due perchè le tecniche bagnate che utilizzerò successivamente non si porteranno via la matita, mantenendo (quasi) invariati i chiaroscuri; Creo delle velature di colore acquerello o acrilico molto diluito sopra l'intera illustrazione lasciando ben visibile le ombre realizzate a penna; Alla fine, dopo aver acquisito digitalmente l'illustrazione attraverso scanner, correggo ulteriormente i contrasti con programmi di editing di immagini, e quando necessario ricoloro parti del disegno con la tavoletta grafica, spesso lo faccio quando ho bisogno di luci o ombre più evidenti.

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